Summer Architecture (2016-17)

Il valore minimo in architettura è dato dall’edificio singolo.

Possiamo immaginare la città come un testo mai finito, in continua evoluzione, ed ogni edificio che viene inserito all’interno di tale paesaggio, è rappresentato da una parola, per comprendere il significato di tutto il testo è necessaria una visione globale, ma ogni parola, come ogni edificio, ha un significato e questo significato ha valore in se, anche se isolata una parola assume il valore minimo per cui è stata creata, così come ogni edificio ha valore in se, anche senza contesto riesce a trasmettere il valore minimo per cui è stato creato.

Ad uno sguardo superficiale appare solo l’immagine di un edificio isolato su fondo bianco, chi osserva con attenzione riesce però a cogliere le differenti funzioni dell’organismo edilizio, risalendo attraverso la morfologia delle varie parti e assegnando a ciascuna un motivo di esistere.

Chi ha pratica nella lettura dei disegni riconosce nelle forme la funzione, riconosce là dove si trova una vetrata grande una doppia altezza interna, lì dove l’edificio si torce bruscamente vi è, evidentemente, un ostacolo che ha obbligato tale curvatura.

La forma non è solo una licenza poetica, non è solo cedere al formalismo, ma seguire le indicazioni del contesto, risolvere il compromesso con la realtà in modo creativo.

La sua conformazione è così giustificata.

I progetti rappresentati sembrano fluttuare nell’aria, in qualche modo decontestualizzati, il rapporto col contesto sembra, per certi versi, inesistente.

Mentre il rapporto col contesto è reale, astratto e fortemente soggettivo forse, quasi letterario, nasce dalle assenze, ma lo si può desumere dai tagli degli isolati in cui sono situati gli edifici, dalla posizione delle aperture, dalle direzioni che prende una facciata.

È attraverso una analisi approfondita che si può immaginare lo spazio in cui sono inseriti tali progetti, proprio perché è impensabile un edificio senza contesto, e però tale processo di contestualizzazione è da intendersi come lo descrive Rafael Moneo: ”…il contesto architettonico è un fattore decisivo per un progetto. Però devo insistere a dire che non intendo il progetto come qualcosa che completa o che sia una mera continuazione di quanto preesiste. Quello che realmente genera un progetto è un’idea che opera sopra il contesto, sociale o materiale, in una forma specifica, ma che non è una semplice conseguenza dell’esistente…”

Annunci