He.G.O. – HEuristic Geonemic Organism

He.G.O. – HEuristic Geonemic Organism

Utopia è aspirazione. Non vedo più utopia. La mancanza di utopia, è dovuta al fatto che nessuno crede più alla possibilità di realizzarne, neanche una possibilità remota. Abbiamo necessità di credere nel fatto che ci sia la possibilità di realizzare l’utopia. Utopia è possibilità.

  1. Introduzione: dove si parla dell’organismo uomo e lo si paragona agli altri organismi viventi sulla terra

  2. HE.G.O. : HEuristic Geonemic Organism dove si definisce una teoria urbanistica basata sull’uomo

  3. Core: dove si parla di tribù e connessioni

  4. Mutazioni: dove si tratta della nascita delle Coorti

  5. Coorti Artificiali: dove si definisce cosa sono tali ambiti

  6. La vita nelle Coorti Artificiali: dove si spiega cosa succede all’interno delle stesse

  7. Parassiti: dove si definisce un possibile ambito applicativo della suddetta teoria

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Introduzione

Nella vita di tutte le specie di organismi è presente, in maniera maggiore o minore, un’interazione con l’altro. Nelle specie animali, tra individui della medesima specie, l’interazione, dal punto di vista temporale, avviene fondamentalmente in due modi:

  • molto breve_ nel caso del solo avvicinarsi per l’accoppiamento;

  • per periodi molto lunghi (finanche tutta la vita), sia come coppia che nel branco o comunque nel gruppo “sociale” della propria specie.

Il caso che più ci interessa è il secondo, ovvero i rapporti tra persone all’interno di gruppi di individui, in una società tali individui si scambiano continuamente stimoli di vario tipo (gestuali, sonori, olfattivi), che possono anche definirsi come forme essenziali di comunicazione e che hanno l’obiettivo di mantenere coeso il gruppo oltreche di indirizzarne l’attività, secondo schemi comportamentali ben definiti ed organizzati in modo cooperativo. Questo tipo di animali ha quindi un comportamento definito sociale.

Nello specifico della razza umana, nella definizione classica, per popolazione, si intende un insieme di individui aventi in comune certi caratteri quali la residenza, la lingua, la razza, la religione, ma tale termine, popolazione, può anche riferirsi a sottoinsiemi individuabili a partire da particolari criteri distintivi che rivestono interesse in un oggetto di studio specifico.

L’interesse dello studio della popolazione non si esaurisce nella fase del conteggio e della classificazione secondo particolari caratteristiche strutturali.

Come quella popolazione esercita il proprio intelletto, la propria socialità, non viene definito dai dati numerici.

Come interagisce al suo stesso interno? Vi è una mutazione temporale? Se vi fosse, sarebbe il risultato di quale dinamica? E tale o tali dinamiche di mutazione sono dipendenti di variabili interne od esterne alla popolazione stessa?

Sino agli ultimi decenni del ventesimo secolo si poteva considerare la popolazione mondiale come non omogenea, ma articolata in fasi ontogenetiche1 discrete, ovvero in gruppi di individui ciascuno con proprie caratteristiche demografiche, alle quali facevano seguito ulteriori caratteristiche, nelle quali i gruppi si riconoscevano, ma vi era un dato predominante, ovvero quello geografico, la riconoscibilità avveniva prevalentemente per ambiti territoriali (oltre che per il colore della pelle), quindi i fattori ambientali erano primari per lo sviluppo.

Nel passato recente, la popolazione veniva pensata “più che come un aggregato di individui, come un insieme di biografie che possiamo accomunare in gruppi omogenei, denominati coorti2, che hanno vissuto un certo evento durante un dato periodo di tempo… …In sintesi, da questa visuale, la popolazione può essere pensata anche come un insieme di coorti che, come le singole biografie, si formano, si accavallano e si estinguono.3

In parole povere, secondo una definizione classica, una popolazione è possibile riconoscerla in gruppi di individui con caratteristiche simili e che abbiano un vissuto spaziale e temporale comune.

Queste caratteristiche che in qualche modo definivano i gruppi di individui si stanno evolvendo, stanno mutando e questa mutazione in atto dell’organismo uomo ha conseguenze spesso inaspettate, il fattore geografico sta per essere eliminato dalla caratterizzazione.

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HE.G.O. : HEuristic Geonemic Organism

Come premesso nella introduzione, nella sfera di definizioni che caratterizzano una popolazione il fattore geografico si sta sgretolando, al suo posto altri parametri si stanno formando attorno all’uomo nuovo e ci sembra doveroso cercare di inquadrare questi pensieri all’interno di una scienza che studi la mutazione delle nuove dinamiche biotiche, tre parole per definire il breveb percorso che affronteremo:

Euristica4 _ come supporto della teoria che stiamo tentando di promuovere doveva necessariamente esserci un metodo scientifico, cosa poteva meglio dell’euristica indicare le strade da testare.

Geonemia5 _ il metodo scientifico necessitava di un parallelismo per avere chiaro nel nome il motivo della ricerca, il cuore, il nodo da sciogliere, questo parallelismo lo si è trovato nella biologia, il suo significato: “distribuzione geografica degli organismi”, in una parola, ci permette di immaginare immediatamente la direzione della ricerca.

Organismo6_ per quanto complesso anche l’uomo è soggetto alle leggi naturali, ma l’ipotesi portata avanti in questo scritto cerca di individuare altre leggi, non propriamente naturali alle quali l’organismo uomo è soggetto;

Si tratta quindi di individuare le mutazioni avvenute nell’organismo uomo a seguito di variazioni da lui stesso apportate al proprio habitat, ed in che modo questi cambiamenti hanno o potranno ulteriormente mutare la sua natura.

Core.

La rappresentazione grafica di luogo geometrico lineare che divide gli stati, le identità e che scandisce le conformazioni geografiche, a seconda che sia politica, culturale e/o naturale, è definita confine, ovvero una linea divisoria immaginaria, astratta, che identifica i limiti di uno spazio.

Sul finire degli anni 80 avviene, nelle società cosiddette occidentali, una mutazione, i limiti o confini allora considerati naturali (anche se costruiti artificialmente) iniziavano a vacillare, si è dovuti ricorrere alla minaccia nucleare per richiudere in recinti predefiniti le popolazioni che iniziavno ad integrarsi, inizia inoltre a diffondersi uno dei virus “artificiali” più potenti, e lo fa a livello planetario: il web, la rete internet, che oltre tutte le possibilità descritte da chi è più competente del sottoscritto in materia, offre una possibilità che è a tutt’oggi sottovalutata, ovvero la possibilità di creare coorti artificiali.

Come già detto nella popolazione odierna, la selezione che permette di accomunare ed avvicinare gruppi di individui non ha più il predominio geografico, la cosiddetta “Linea di Wallace”7 si è frantumata.

La discriminante diviene più intima, la conoscenza permessa ed acquisita attraverso la rete (seppur superficiale), avvicina individui con caratteristiche geografiche, di razza e lingua totalmente differenti.

Dalla musica al cibo, dall’arte alla moda, a tutti i livelli, la rete ha permesso lo sviluppo di comunità “virtuali” (e su questo termine torneremo, perché in qualche modo pare sminuire il reale effetto della mutazione) che pur non avendo connessioni geografiche, lega indissolubilmente gli individui che ne fanno parte, i singoli intrattengono legami di forza e continuità senza avere territorio (fisico) comune, l’organismo “uomo” diviene legato agli individui a lui simili da forze che travalicano quelle fisiche.

Il legame tra gli organismi, come da tradizione, è dato dalla specie, la mutazione ha però apportato una modifica di tipo strutturale, la specie non si riconosce più attraverso il territorio, ma attraverso caratteristiche ontogenetiche estranee all’ambiente.

Uno studio comparato con base geonemica, potrebbe aiutarci a definire meglio, la collocazione e le motivazioni di tale posizionamento delle coorti artificiali, così da poter leggere i collegamenti, in questo caso elettrici, che legano gli individui di una tribù.

Il concetto di popolazione è un concetto tipicamente dinamico. La popolazione che viene rilevata da un censimento è l’immagine di un fenomeno in continua evoluzione, caratterizzato da un ricambio continuo: ogni istante nascono, muoiono ed emigrano persone e sono questi continui flussi che determinano i mutamenti quantitativi dell’aggregato demografico, che determinano cioè il movimento della popolazione, ma come scovare i legami tra individui che sono legati da passioni estranee all’ambiente, i criteri adottati per mettere in evidenza e riconoscere tale individuo sono stati sino ad oggi i seguenti:

età, differenze sessuali, differenze biometriche e di razza, abitudini (lavoro, abitudini sociali, scelta dell’habitat etc.), lingua, ma le caratteristiche su descritte non sono oggi sufficienti per la definizione del carattere tipologico relativo all’abitante della coorte artificiale.

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Mutazioni.

In biologia, con il termine evoluzione, si intende il progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti morfologici, strutturali e funzionali negli organismi viventi.”8

Generalmente la percezione delle mutazioni tra una generazione e l’altra è sostanzialmente nulla, solo attraverso l’accumularsi di piccoli spostamenti ed attraverso il tempo le variazioni sostanziali divengono percepibili.

Le coorti artificiali, possono essere considerate come un accelerante per tali variazioni, derivate dall’accumulo di micro-mutazioni che si realizzano quotidianamente attraverso la tecnologia.

Nell’arco di due generazioni la tecnologia ha avuto una accelerazione esponenziale tale da rendere obsoleto non solo il bagaglio materiale che si portavano dietro i nostri padri, ma il loro modo di pensare la società è stato totalmente rivoluzionato.

Nel mondo tecnologicamente avanzato, si è aperta una ferita dilaniando l’esistente, una nuova generazione di umani che hanno confidenza con la tecnologia, perché nati digitali, hanno avuto la possibilità e la sfrontatezza di fare un grande salto, questa accelerazione è avvenuta, la si deve accettare.

El Lissitzky, negli anni 20 del secolo scorso teneva i contatti tra Russia ed Europa, le opere delle avanguardie artistiche che agivano al di là della cortina venivano, grazie al suo operato, rivelate all’occidente, ma i tempi di tale corrispondenza erano relativi ai mezzi dell’epoca, attraverso lettere personali, qualche rivista ed immagini in bianco e nero, si riusciva a comunicare gli eventi da una nazione all’altra, ma con tempi che variavano da alcuni mesi sino addirittura anni.

Lo scenario ha ora subito un cambiamento radicale, il mondo è oggi collegato in tempo reale.

Le nuove comunità che si vanno creando nei meandri della rete, forse apparentemente più labili e meno coese (ma siamo solo agli albori), hanno come caratteristiche principali una geografia differenziata e tempi di contatto e condivisione immediati, fra queste nuove tribù non c’è latenza.

La nascita di questo nuovo tipo di comunità ha come diretta conseguenza la mobilità, la mobilità porta con se le idee ed attraverso il movimento delle idee avviene il contagio e le idee sono la forma di contagio più virulenta.

La connessione tra mutazione e contagio transnazionale ha creato le coorti artificiali.

Coorti Artificiali.

La coorte artificiale è a tutti gli effetti una comunità biotica, ciò implica affinità tra persone, e sono le passioni che spingono all’avvicinamento i soggetti facenti parte di tali coorti.

Questo processo non è più basato sulla trasmissione di patrimonio genetico tra individui e progenie, ma sull’interferenza in essa frapposta da mutazioni direzionate dagli interessi degli individui stessi, attraverso tale metamorfosi si crea la coorte.

In questo modo gli organismi viventi rimangono si soggetti alle leggi naturali, ma il legame si sdoppia, se da una parte vi è un legame fisico che permane, se ne aggiunge uno di natura esclusivamente psichica (potremmo dire virtuale), cosicché la vita all’interno della coorte artificiale è arricchita, tutti quei membri che sino allo scorso secolo avrebbero avuto scarsissime probbilità di confrontarsi con altri individui dalla natura similare, ma destinati all’isolamento da condizioni geografiche sfavorevoli, hanno oggi questa concreta possibilità.

Avviene così lo sdoppiamento, frutto, non solo, della schizofrenia latente in ogni individuo, ma uno sdoppiamento creato dalla necessità di coltivare il proprio interesse, confrontandosi con soggetti dalle affini peculiarità.

Ogni creatura, ogni organismo è alla ricerca del proprio simile, generalmente lo riconosce dalle caratteristiche morfologiche, nell’uomo ciò avviene in maniera esponenzialmente più complessa. La tecnologia ci permette un approfondimento ulteriore, la complessità della natura umana viene tradotta attraverso il mezzo digitale così da rendere possibile una forma di contatto tra creature biotiche geograficamente separate.

La Vita Nella Coorte Artificiale

Nella coorte artificiale si vive per azione simpatica degli abitanti, ognuno con le proprie incombenze singolari e specifiche, relative alla propria situazione geografica, ricerca all’interno della coorte la propria auto-determinazione, attraverso la propria crescita individuale ed al contempo collettiva.

Ogni classe sociale partecipa alla crescita della coorte, perchè essa è avulsa dall’inquinamento del sistema capitalistico, mi permetto qui di citare Lebbeus Woods quando parlava dei “freespaces”:

Abitano freespaces persone di ogni classe sociale – chiunque abbia il desiderio o la necessità di trasformare il proprio modello di vita di tutti i giorni da un modello tradizionale ad uno fluido, dal modello deterministico a quello esistenziale. Per la maggior parte, saranno persone che trovano i vecchi ordini gerarchici troppo scomodi, troppo opprimenti, troppo impraticabili per rimanere all’interno di quelle leggi e consuetudini, e siano portati – dall’interno o dall’esterno – ad avere la vita completamente nelle proprie mani. Saranno persone abituate a vivere la crisi: della conoscenza, della geografia, crisi di coscienza, Loro sono coloro che devono continuamente ricominciare. “9

Avviene all’interno della coorte, almeno inizialmente, lo sdoppiamento tra realtà fisica e psichica (virtuale), è necessario uno sforzo notevole di adattamento, ma da questo punto di vista l’organismo uomo ha un vantaggio, merito delle sue capacità biologiche e culturali, riesce difatti ad insediarsi in luoghi dalle caratteristiche ostili, sviluppando, nel tempo, genotipi diversi in relazione all’ambiente nel quale andrà a stanziare, cosicché anche in ambienti virtuali i genotipi si adatteranno alla sopravvivenza, la parola chiave è Resilienza, non il più forte sopravvive, ma chi si adatta meglio.

La Coorte Artificiale può essere considerata una comunità biotica, dove gli individui possono interagire in tanti modi diversi, dove gli organismi intrattengono dei rapporti reciproci che possono essere di vario tipo, i principali tipi di interazioni presenti all’interno della coorte sono i seguenti:

  • cooperazione

  • mutualismo (o simbiosi obbligata)

  • competizione

  • parassitismo

  • predazione

ma non possono in alcun modo essere reciprocamente indifferenti, e questo perché alla base della coorte c’è la necessità individuale di far parte della coorte stessa, ogni coorte si presenta in maniera palese con le caratteristiche che la definiscono e per le quali gli individui cercano di farne parte.

Gli organismi non sono sequenze isolate, ma sono interconnessi e si inseriscono, così, in sistemi più complessi, la Coorte Artificiale, ecosistema indifferenziato, dove non esiste più la distinzione tra urbano e rurale, perché gli organismi connessi possono avere origini distinte. Lo spazio fisico viene convertito in un multi-spazio saturo di realtà artificiale.

Il controllo soggettivo dello spazio prende il sopravvento sui parametri oggettivi, la partizione tra virtuale e reale sfuma, cedendo il passo all’interfaccia elettronica, ad una percezione multidimensionale.

Grazie a nuovi processi produttivi, anche se ancora in via di sviluppo, ha avuto inizio la mutazione, le necessità materiali saranno soddisfatte attraverso l’auto-costruzione, i nuovi maker sono solamente l’interfaccia iniziale di questo processo, la deriva è chiara, ognuno fabbricherà per il proprio fabbisogno in maniera rapida ed economica, l’interazione sarà tra gli scarti industriali riciclati e materiali high-tech, favorendo la collaborazione tra gli artigiani tradizionali e gli artigiani digitali a livello planetario, caratterizzando in maniera anti-ideologica la nuova produzione.

Nuove modalità produttive trasformano e danno il via a nuove politiche economiche, questo scenario porta con se un nuovo approcio al pensare architettura, non solamente vetrina del capitale, ma estrema rappresentazione dell’organismo uomo.

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1 L’ontogenesi (dal greco: on, genit. óntos, ‘ente’ + genesi ‘creazione’, ‘sviluppo’) è l’insieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo biologico di un organismo vivente (dall’embrione allo stadio adulto): dipende sia dal genoma che caratterizza l’organismo sia dall’ambiente nel quale il processo si svolge. Tale processo di sviluppo, per mezzo dell’informazione codificata nel patrimonio genetico (che presenta caratteristiche peculiari che differenziano ciascun essere vivente dall’altro), porta alla formazione di un individuo. L’ontogenesi è spesso messa in relazione con la filogenesi, ovvero l’evoluzione propria della specie a cui appartiene il singolo organismo. È molto diffusa la locuzione: “l’ontogenesi ricapitola la filogenesi”. Infatti, negli animali superiori, l’ontogenesi riproduce, soprattutto nel periodo pre-natale, perinatale e nelle prime fasi della crescita, la filogenesi, come accade, per alcuni versi, nello sviluppo dell’essere umano.

2 STAT Complesso di individui che hanno condiviso una determinata esperienza in uno stesso periodo.

3Dal sito: http://www.pbmstoria.it/ all’interno di Dizionario di Storiografia

4(dalla lingua greca εὑρίσκω, letteralmente “scopro” o “trovo”) è una parte dell’epistemologia e del metodo scientifico.

È la parte della ricerca il cui compito è quello di favorire l’accesso a nuovi sviluppi teorici o a scoperte empiriche. Si definisce, infatti, procedimento euristico, un metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un chiaro percorso, ma che si affida all’intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, al fine di generare nuova conoscenza. È opposto al procedimento algoritmico.

In particolare, l’euristica di una teoria dovrebbe indicare le strade e le possibilità da approfondire nel tentativo di rendere una teoria progressiva, e cioè in grado di garantirsi uno sviluppo empirico tale da prevedere fatti nuovi non noti al momento dell’elaborazione del nocciolo della teoria.

5 In biologia, distribuzione geografica degli organismi.

In particolare, in botanica, fitogeografia distributiva, ossia quella parte della fitogeografia che determina le aree delle singole specie e indaga le cause della loro diffusione.

6 Un organismo vivente è un’entità soggetta alle leggi naturali, le stesse che controllano il resto del mondo fisico, ma tutti gli organismi viventi, comprese le loro parti, vengono controllati anche da una seconda fonte di causalità: i programmi genetici. L’assenza o la presenza di programmi genetici indica il confine netto tra l’inanimato e il mondo vivente.

7 La linea di Wallace è una linea immaginaria che separa la regione asiatica da quella relativa all’Oceania basata su elementi di tipo biologico. La linea prende il nome dal naturalista gallese Alfred Russel Wallace che per primo individuò una discontinuità di tipo biologico tra gli arcipelaghi confinanti questa linea, durante i suoi viaggi nel XIX secolo nella regione.

9 Lebbeus Woods, Guerra e Architettura, Deleyva Editore (pp 48)

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